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Stufe bioetanolo

Aggiornato il 25 marzo 20174 capitoli5 domande frequenti
stufa a bioetanolo

Stufe bioetanolo

Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad una grande diffusione dei prodotti biologici, non soltanto nel campo alimentare e della cosmesi. La riscoperta delle biomasse per la produzione energetica è ormai un dato certo e incontrovertibile e, tra i combustibili di origine naturale, il bioetanolo è sicuramente uno dei privilegiati. Si tratta di un tipo di etanolo derivato dalla fermentazione delle biomasse, ossia prodotti agricoli zuccherini e ricchi di amido come la patata, la canna da zucchero e il mais. Le stufe bioetanolo utilizzano questo combustibile interamente naturale che riduce considerevolmente le emissioni di CO2 e che, non producendo fumi nocivi, non necessita di canna fumaria. I sistemi di riscaldamento a bioetanolo sono dunque molto semplici da installare. Anche il loro funzionamento è pratico e intuitivo: l'accensione è rapida, così come veloce è la diffusione del calore nell'ambiente. Non presentano comandi difficili da capire e sono dotati di alcune funzioni molto utili, come il sistema di ventilazione e quello di antiribaltamento.

Vantaggi stufe bioetanolo

La scelta di una stufa a bioetanolo vi farà sicuramente onore. Difatti, acquistando un simile prodotto, contribuirete a ridurre in maniera considerevole le emissioni di anidride carbonica, una delle sostanze ritenute responsabili dell'effetto serra. È stato infatti dimostrato che questi sistemi di riscaldamento riducono le emissioni del 70% rispetto a quelli alimentati da combustibili fossili. Al di là della questione etica, le stufe bioetanolo sono impianti sicuri, destinati a durare nel tempo e decisamente gradevoli dal punto di vista estetico. Sono in grado di riprodurre visivamente l'effetto delle fiamme crepitanti nel caminetto e non occupano troppo spazio. Infatti, emettendo una scarsa quantità di vapore acqueo miscelato ad anidride carbonica, non necessitano dell'installazione di una canna fumaria e possono essere facilmente spostate da una parte all'altra della casa. Esistono svariate tipologie di stufe a bioetanolo: come quella a muro, che ricorda il caminetto; quella da tavolo, di piccole dimensioni e facilmente trasportabile; oppure quella da parete, che può essere appesa proprio come un quadro. Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti.

Consigli per l'acquisto

Dove acquistare la stufa più adatta ai vostri bisogni? Esistono numerosi negozi specializzati nella vendita di sistemi di riscaldamento dove reperire impianti di qualità elevata. Tuttavia, è possibile reperire ottime stufe anche in negozi di bricolage, fai da te e arredamento. I prezzi, ovviamente, variano da stufa a stufa, a seconda della grandezza, della tipologia, della marca e della qualità dell'articolo. Il costo di una stufa di media grandezza e dalla discreta potenza, con fiamme regolabili e funzioni base, si aggira intorno ai 400-500 euro. Se, invece, siete alla ricerca di una stufa professionale, in grado di scaldare in fretta anche ambienti molto grandi, dovrete mettere in conto una spesa di almeno 800 euro, ma si può arrivare anche oltre i 2000. In ogni caso è possibile risparmiare molto anche acquistando on line, sia per quanto riguarda le offerte su prodotti nuovi, sia per quanto concerne l'usato.

Possibili svantaggi

Anche se l'acquisto di una stufa a bioetanolo rappresenta una sicura scelta ecologica, oltre che economica, gli inconvenienti non mancano. Se è vero che, in media, una stufa a pellet o a legna costa di più rispetto a una stufa a bioetanolo, altrettanto vero è che l'etanolo derivato dalla fermentazione di biomasse ha un costo più elevato rispetto ad altri combustibili. Si parla di cifre che si aggirano intorno ai 2,4,-4,6 euro a litro, senza contare che questa sostanza è soggetta a procedure di trasporto particolari e alquanto dispendiose. In effetti, per trasportare quantitativi superiori a 50 litri di bioetanolo si necessita del DAS, ossia del Documento di Accompagnamento Semplificato, nonché dell'utilizzo di mezzi autorizzati al trasporto di merci pericolose. Oltre a ciò, bisogna ricordare che le stufe bioetanolo non riescono nell'impresa di scaldare un'intera casa, ma sono particolarmente indicate per diffondere calore all'interno di singole stanze. Altro problema è dato, infine, dall'eccesso di umidità prodotto dalla combustione in assenza di canna fumaria.

Domande frequenti

  • È necessario installare una canna fumaria per le stufe a bioetanolo?
    No, le stufe a bioetanolo non richiedono l'installazione di una canna fumaria né di condotti di scarico. Questo perché la combustione del bioetanolo è pulita e non produce fumi nocivi o cenere, generando solo vapore acqueo e anidride carbonica in piccole quantità. Questa caratteristica rende l'installazione estremamente semplice e flessibile, permettendoti di posizionare la stufa ovunque ci sia una presa elettrica per eventuali ventole, senza vincoli strutturali legati allo spurgo dei fumi.
  • Quanto costa il combustibile bioetanolo e quanto dura?
    Il prezzo del bioetanolo varia generalmente tra i 2,40 e i 4,60 euro al litro, risultando più costoso rispetto a gas metano, gpl o pellet. La durata dipende dalla potenza della stufa e dalle ore di utilizzo: un serbatoio pieno può garantire diverse ore di calore continuo. Considerando il costo per litro, il riscaldamento a bioetanolo tende ad avere costi operativi più elevati rispetto ad altre fonti energetiche tradizionali, quindi è consigliabile valutarne l'uso come integrazione termica o per momenti specifici piuttosto che come fonte principale di riscaldamento costante.
  • Qual è la superficie massima riscaldata da una stufa a bioetanolo?
    Le stufe a bioetanolo sono ideali per il riscaldamento di ambienti singoli e di medie-piccole dimensioni, solitamente fino a 30-50 metri quadrati a seconda della potenza del modello e dell'isolamento termico della stanza. Non sono progettate per scaldare intere abitazioni o piani superiori in modo uniforme. Per spazi più ampi, il calore si disperde rapidamente poiché manca il sistema di convettione forzata tipico delle caldaie centralizzate. L'ideale è usarle come fonte di calore locale e confortevole in salotti, camere da letto o uffici domestici.
  • Ci sono normative specifiche per il trasporto e lo stoccaggio del bioetanolo?
    Sì, il bioetanolo è considerato una merce pericolosa (liquido infiammabile). Per quantitativi superiori a 50 litri, è obbligatorio utilizzare il DAS (Documento di Accompagnamento Semplificato) e affidarsi a corrieri autorizzati al trasporto di materiali pericolosi. Per l'uso domestico, si consiglia di conservare le bombole o i contenitori in luoghi freschi, asciutti e lontani da fonti di calore diretto o scintille, rispettando sempre le indicazioni del produttore. Lo stoccaggio deve avvenire in recipienti originali e ben chiusi per prevenire evaporazioni o rischi di incendio.
  • Che sicurezza offrono le moderne stufe a bioetanolo?
    Le stufe a bioetanolo di buona qualità sono dotate di sistemi di sicurezza avanzati, tra cui sensori di ribaltamento che spegnono immediatamente la fiamma se l'apparecchio cade, e termostati o sensori di surriscaldamento. Alcune modelli includono anche sistemi di ventilazione automatica per distribuire il calore e prevenire punti caldi eccessivi. Nonostante siano sicure, non devono mai essere lasciate incustodite mentre sono accese e vanno posizionate lontano da oggetti infiammabili, tende o materiali leggeri. Una corretta ventilazione della stanza è comunque raccomandata per bilanciare l'umidità prodotta.

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