stufa in ghisa in ambiente domestico

Stufe a pellet

Stufe in ghisa

Le stufe in ghisa sono dei manufatti che permettono di riscaldare gli ambienti domestici tramite la combustione che avviene al suo interno.

di Redazione

29 maggio 2017

Che cosa sono le stufe in ghisa

Le stufe in ghisa sono costituite da diversi pezzi ottenuti in fonderia, e permettono di riscaldare un ambiente domestico. Questo tipo di manufatto rivestito per l'appunto di ghisa, per riscaldare un qualsiasi ambiente sfrutta l'energia termica che viene prodotta in camera di combustione. Di solito queste stufe vengono alimentate a legna o a pellet, ma sul mercato esistono dei modelli che possono essere alimentati elettricamente, a gas ed a bioetanolo. Ad oggi è possibile trovare stufe in ghisa che si differenziano tra loro per il modello, la forma e la dimensione ma le caratteristiche che le accomuna sono sempre le stesse. Infatti quest'ultime dispongono di una camera di combustione ampia, il loro funzionamento avviene tramite uno sviluppo in senso verticale, hanno un braciere che permette una doppia combustione, hanno un peso elevato e necessitano di una canna fumaria.

Le caratteristiche da considerare in fase di acquisto

Le caratteristiche che permettono di scegliere una stufa in ghisa, come soluzione per il riscaldamento di un ambiente, sono diverse. Le stufe in ghisa hanno un'ottima resa termica e riducono i costi di gestione. Infatti grazie alla doppia combustione è possibile usufruire di una temperatura in ambiente sempre costante. La loro combustione è pulita, infatti le emissioni che verranno rilasciate in ambiente saranno solo quelle di anidride carbonica e vapor d'acqua. Grazie al loro sistema di riscaldamento per irraggiamento è possibile constatare in ambiente un comfort non indifferente, in quanto non ci saranno moti convettivi, né spostamento di polveri e di aria. Infine le stufe in ghisa sono soggette ad una scarsa manutenzione periodica che consiste semplicemente nello svuotare il cassetto adibito alla raccolta delle ceneri.

Gli svantaggi delle stufe in ghisa

Il primo svantaggio in fase di acquisto di una stufa in ghisa è proprio il suo costo elevato. Infatti l'elevato numero di pezzi con cui viene realizzata la stufa incide sul costo del manufatto. Anche il peso purtroppo è un'altro neo delle stufe in ghisa, in quanto il loro spostamento e trasporto diventa difficile. Prima che la stufa riesca ad andare a regime, vista la sua notevole massa, necessità di un certo lasso di tempo; per questo motivo la sua installazione è sconsigliata in quegli ambienti in cui si richiedono tempi rapidi di riscaldamento. Infine le stufe in ghisa prima di entrare completamente a regime sono soggette ad un rodaggio iniziale, che consiste nel far riscaldare il manufatto con dei carichi di legna che a poco a poco vanno aumentando fino a caricarla al massimo per poi farla raffreddare lentamente.

Fattori di cui tener conto

In fase di acquisto di una stufa in ghisa è necessario valutare alcuni parametri. Infatti per prima cosa è necessario scegliere la potenza adeguata alle nostre esigenze e all'ambiente da scaldare. La cubatura da riscaldare potrà essere ottenuta semplicemente moltiplicando l'altezza dell'ambiente con i relativi metri quadri. Ottenuto questo parametro dovrà essere moltiplicato con un coefficiente che va da 0,040 a 0,060, in questo modo è possibile ottenere la potenza necessaria al proprio fabbisogno. Infine in fase di acquisto è necessario verificare che la porta di caricamento funzioni perfettamente; che non ci siano rugosità tra i pezzi che la compongono, in quanto si evincerebbe un difetto in fase di fusione; e soprattutto è fondamentale controllare la tenuta degli stucchi refrattari inserendo semplicemente al suo interno una torcia accesa.

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Domande frequenti

  • Quanto tempo impiega una stufa in ghisa a raggiungere la temperatura ideale?
    La ghisa ha un'elevata massa termica, il che significa che richiede più tempo rispetto ad altri materiali per assorbire il calore e iniziare a irradiarlo efficacemente nell'ambiente. Non è quindi adatta se hai bisogno di un riscaldamento immediato. Inoltre, al primo utilizzo è fondamentale eseguire un rodaggio: devi accendere la stufa con carichi di legna progressivamente crescenti fino al massimo, per poi lasciarla raffreddare lentamente. Questo processo stabilizza il materiale e previene crepe future.
  • Come si calcola la potenza giusta per la mia stanza?
    Per dimensionare correttamente la stufa, devi prima calcolare il volume della stanza moltiplicando i metri quadri per l'altezza del soffitto. Successivamente, moltiplica questo risultato per un coefficiente compreso tra 0,040 e 0,060. Il valore finale ti indica i kW necessari. Tieni presente che ambienti molto isolati richiederanno il coefficiente inferiore, mentre stanze esposte a nord o mal coibentate necessiteranno del valore più alto per garantire un comfort ottimale durante l'inverno.
  • È vero che le stufe in ghisa richiedono poca manutenzione?
    Rispetto ad altre soluzioni, la manutenzione ordinaria è piuttosto semplice e si limita principalmente allo svuotamento regolare del cassone delle ceneri. Tuttavia, la pulizia profonda e il controllo tecnico annuale sono indispensabili per la sicurezza e l'efficienza. Controlla periodicamente la tenuta degli stucchi refrattari: puoi farlo inserendo una torcia accesa all'interno per verificare eventuali perdite di fumo. Una corretta manutenzione garantisce che la combustione rimanga pulita e che le emissioni siano limitate ad anidride carbonica e vapore acqueo.
  • Quali sono gli svantaggi principali legati al peso?
    Il peso elevato è una caratteristica distintiva ma anche un limite pratico. Essendo realizzate in ghisa, le stufe sono pesanti e difficili da spostare una volta installate. Questo rende complicato il trasporto e richiede una valutazione attenta del punto di posa prima dell'acquisto. Inoltre, il peso contribuisce alla lenta salita alla temperatura di esercizio. Assicurati che il pavimento possa sostenere il carico e pianifica l'installazione definitiva fin dall'inizio, poiché spostarle successivamente comporta rischi di danni al manufatto o all'arredo circostante.