Operaio con accessori di sicurezza

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Piano della sicurezza

Prima dell’inizio di un qualsivoglia tipo di lavoro in campo edile, il committente dell’opera può chiedere che venga redatto un piano della sicurezza.

di Redazione

24 marzo 2017

Il piano della sicurezza e il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro

Il piano della sicurezza e del coordinamento è parte integrante del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (abbreviato in TUSL), di cui i requisiti minimi sono ben esplicati nell’allegato XV del Decreto Legislativo 81 dell’aprile 2008. Tale Decreto è coordinato al Decreto Legislativo 106 dell’agosto 2009. L’obiettivo del piano della sicurezza e del coordinamento (abbreviato in PSC) è quello di ridurre al minimo i rischi che è possibile correre da parte degli operai durante i lavori in un cantiere edile. Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, emanato per attuare le norme contenute nella Legge 123 del 2007, ha abrogato gli ordini presenti in atti normativi precedenti riguardanti la sicurezza e la salute sul lavoro. In seguito all’abrogazione di questi atti normativi sparsi, il Testo Unico ne ha riformato, accordato e riunito in sé le disposizioni.

L'articolo 100 del TUSL: cos'è il piano della sicurezza

Nel Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, nell’articolo 100, viene specificato cos’è il piano della sicurezza e di coordinamento. Esso deve essere composto da una esposizione tecnica sul processo di costruzione, con enfasi riguardante quelle che possono essere le fasi critiche durante le varie fasi di costruzione e, di conseguenza, individuare durante quali di queste i rischi per l’incolumità dell’operaio sono più alti. Una volta individuate quali sono queste fasi ad alto rischio, bisogna ricorrere alla messa in sicurezza del cantiere e fare in modo di prevenire le eventualità che possono mettere a repentaglio la vita o la salute del lavoratore. Il piano di sicurezza e coordinamento è una parte imprescindibile del contratto stipulato dalle aziende appaltatrici. Oltre ad una esposizione tecnica, il PSC deve essere integrato da tavole tecniche e da una pianta del cantiere indicando le zone di sicurezza, le zone ad alto rischio e quale sia l’organizzazione strutturale del cantiere.

Il compito del datore di lavoro e le eccezioni al PSC

I datori di lavoro devono attenersi a quanto previsto dal piano della sicurezza, inoltre è loro compito assicurarsi che i propri dipendenti siano a conoscenza di tale piano e che si attengano ad esso durante l’esecuzione del proprio lavoro. È, infatti, obbligo del datore di lavoro fornire al rappresentante per la sicurezza dei lavoratori una copia del piano fino a dieci giorni prima dall’inizio dei lavori. L’impresa appaltatrice ha il diritto di poter suggerire al Coordinatore per la Sicurezza nella Progettazione modifiche al piano laddove lo ritenga opportuno in base alla propria esperienza lavorativa, con il solo scopo di guardare alla messa in sicurezza dei propri dipendenti. Tali modifiche, infatti, non verranno prese in considerazione se il solo scopo fosse quello di ammortizzare i prezzi per la propria azienda. Ci sono casi di lavori imminenti e di emergenza in cui non è necessario redigere un PSC prima di un intervento edile. Alcuni di questi sono lavori mirati alla messa in sicurezza per prevenire episodi di incidenti imminenti oppure lavori straordinari per assicurare i minimi servizi di sussistenza di cui necessita la popolazione, quali gas, corrente elettrica o acqua.

Il contenuto del piano della sicurezza

Il piano della sicurezza deve essere redatto durante la fase di progettazione dell’opera a cui si riferisce. Il compito di redigere il PSC spetta al coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione. Il coordinatore deve essere nominato in fase di progettazione e non può essere il committente stesso, né il datore di lavoro, né un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione. I contenuti che devono essere presenti all’interno del piano sulla sicurezza e coordinamento sono descritti nell’Allegato XV del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. Il piano deve descrivere l’opera che si va a costruire; bisogna identificare i soggetti a cui vengono affidati i compiti di controllo della sicurezza; l’identificazione di quali possono essere i rischi concreti, specificando in quale area del cantiere possono presentarsi e come si intende risolverli o come assicurare la sicurezza degli operai infine bisogna fare una stima di quanto verrà a costare la messa in sicurezza del cantiere.

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Domande frequenti

  • Cos'è il Piano della Sicurezza e Coordinamento (PSC) e quando è obbligatorio?
    Il PSC è un documento tecnico obbligatorio previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008), allegato XV. Serve a identificare i rischi specifici del cantiere e definire le misure preventive per proteggere la salute e l'incolumità dei lavoratori. Deve essere redatto prima dell'inizio dei lavori da un coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, che non può coincidere con il committente o il datore di lavoro. Il documento include una descrizione tecnica delle fasi critiche, piante del cantiere con le zone di sicurezza e stime dei costi per la messa in sicurezza.
  • Chi ha il compito di redigere il PSC e chi deve rispettarlo?
    La redazione del PSC spetta esclusivamente al coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, nominato appositamente. Una volta approvato, diventa parte integrante del contratto tra le parti. Il rispetto del piano è obbligatorio per tutte le imprese appaltatrici e subappaltatrici coinvolte nei lavori. I datori di lavoro devono garantire che tutto il personale sia informato sulle procedure e sulle zone di pericolo indicate nel documento, assicurando che le operazioni avvengano nel rigoroso rispetto delle normative di sicurezza stabilite.
  • Quali informazioni tecniche deve contenere il Piano della Sicurezza?
    Secondo l'allegato XV del D.Lgs. 81/2008, il PSC deve contenere una dettagliata esposizione tecnica del processo costruttivo, evidenziando le fasi a maggior rischio. Devono essere incluse tavole grafiche e una pianta del cantiere che identifichi chiaramente le aree di sicurezza, le zone ad alto rischio e l'organizzazione strutturale generale. Inoltre, il documento deve elencare i soggetti responsabili del controllo, analizzare i rischi concreti per ciascuna area, proporre le soluzioni di mitigazione e includere una stima economica delle misure di sicurezza necessarie per l'esecuzione dell'opera.
  • Quando è possibile non redigere il PSC prima dell'inizio dei lavori?
    Esistono eccezioni specifiche in cui la redazione preventiva del PSC non è obbligatoria, principalmente in situazioni di urgenza. Sono esclusi i lavori immediati necessari per la messa in sicurezza urgente finalizzata a prevenire incidenti imminenti. Sono altresì esclusi i lavori straordinari indispensabili per garantire i minimi servizi essenziali alla collettività, come il ripristino o la manutenzione di reti idriche, elettriche o del gas. In questi casi, la priorità è intervenire rapidamente per tutelare la pubblica incolumità, pur dovendo comunque adottare le cautele possibili.
  • Cosa deve fare il datore di lavoro riguardo al PSC prima dell'avvio dei lavori?
    Il datore di lavoro ha l'onere di consegnare una copia del PSC al Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori (RSU o RSPP) almeno dieci giorni prima dell'inizio effettivo delle attività. Questo termine garantisce ai rappresentanti dei lavoratori il tempo necessario per esaminare le misure di sicurezza e formulare eventuali osservazioni. Inoltre, il datore di lavoro deve vigilare affinché tutto il personale impiegato conosca approfonditamente il contenuto del piano e lo applichi scrupolosamente durante l'esecuzione delle mansioni, integrando eventuali suggerimenti tecnici validi forniti dall'impresa appaltatrice.