L'importanza di costruire in bioedilizia
Si chiama "sick building syndrome" e si legge "sindrome dell'edificio malato"; un'espressione che suggerisce come i nostri edifici siano portatori di diverse malattie. Sono quasi 30 anni che si studiano gli ambienti interni dal punto di vista della qualità e salubrità abitativa, giungendo alla conclusione che questi due parametri hanno valori molti scarsi. Trascorriamo negli ambienti interni un tempo pari a 5 volte di più rispetto a quello che passiamo fuori ed è fra le quattro mura che siamo sottoposti a concentrazioni di sostanze potenzialmente dannose fino a 50 volte superiori rispetto a quelle presenti all'aria aperta. Tra i luoghi chiusi maggiormente temuti per la nostra salute ci sono quelli che dovrebbero contribuire a tutelarla e proteggerla: le case. E' in casa, infatti, che passiamo la maggior parte delle nostre ore molte delle quali in momenti in cui le nostre difese immunitarie sono meno reattive come durante il relax ed il sonno. E' in casa, quindi, che ci prendiamo molti malanni. Il solo modo per avere una casa sana è costruire una casa in bioedilizia.
Le fonti di inquinamento indoor
L'aria delle nostre case è inquinata, cioè qualitativamente alterata tanto da arrecare nocivi effetti sulla salute dei suoi abitanti. Le fonti di inquinamento sono chimiche, fisiche, biologiche. Le fonti di inquinamento chimiche comprendono una lunga lista di sostanze volatili prime fra tutte quelle rilasciate dai materiali costruttivi, di finitura e dai complementi di arredo. Sono fonti fisiche di inquinamento le onde elettromagnetiche prodotte da apparecchi elettrici, il gas radon liberato dalla muratura o proveniente dalle fondamenta, il rumore originatosi all'esterno o da appartamenti vicini. Microorganismi di varia natura e provenienza sono, infine, fonti biologiche di inquinamento messe in circolo dagli impianti, soprattutto quelli di condizionamento se funzionanti per convezione. Una casa tradizionale non è bio, cioè non è compatibile con la vita dei suoi abitanti. Una casa in bioedilizia è biocompatibile al 100% non avendo inquinanti chimici, fisici, biologici in circolo.
I materiali della casa in bioedilizia
La casa in bioedilizia è costruita con materiali che devono avere le medesime caratteristiche della nostra pelle. Devono, cioè, essere traspiranti per favorire i naturali scambi termoigrometrici tra l'ambiente interno e quello esterno e viceversa. Si prediligono, così, materiali strutturali di derivazione naturale come i blocchi in laterizio oggi prodotti con materiali isolanti naturali al loro interno per garantire prestazioni energetiche ottimali. Altro materiale interessante per le murature è la pietra pomice con la quale vengono costruiti blocchi termicamente efficienti oltre che biocompatibili al 100%. Da abolire è il tufo, fonte di gas radon. Preferendo le strutture leggere, materiale principe della progettazione in bioedilizia è il legno con il quale si possono realizzare edifici che hanno il vantaggio di essere oltre che biocompatibili ed ecosostenibili anche antisismici. Individuato il materiale strutturale, bisogna abbinarlo ad elementi di finitura che non ne neutralizzino le bio-proprietà. La scelta deve ricadere su intonaci naturali, magari a base di argilla, e su tinte prive di cariche e pigmenti artificiali come quelle a base di acqua e coloranti naturali.
Gli impianti della casa in bioedilizia
La casa in bioedilizia è anche ecosostenibile, quindi attenta al risparmio energetico, quello dell'acqua incluso. Tutti gli impianti installati sono finalizzati a questo scopo. E' presente un sistema di raccolta delle acque piovane direttamente dalle grondaie che vengono fatte defluire in una cisterna ipogea facente funzione di depuratore. Alla cisterna possono essere fatte arrivare anche le acque grigie prodotte all'interno della casa. Tutta l'acqua di risulta può essere re-immessa nel circuito domestico interno per usi diversi dai potabili (ad es. scarichi wc) o impiegata per l'irrigazione delle piante e del giardino. La rubinetteria è provvista di rompi-flusso; piccoli sistemi che miscelando l'acqua all'aria ne riducono notevolmente la quantità utilizzata, senza percepirlo. Attenzione particolare deve essere posta all'impianto di condizionamento, che per non mettere in circolo agenti patogeni di tipo fisico/chimico deve lavorare secondo meccanismi diversi da quello della convezione, tipico dei radiatori tradizionali e dei più moderni condizionatori a split. Valida alternativa sono i sistemi radianti a pavimento, a parete, a battiscopa.
Domande frequenti
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Cosa si intende esattamente per "sindrome dell'edificio malato" e perché è pericolosa?La sindrome dell'edificio malato (Sick Building Syndrome) descrive la condizione in cui gli occupanti di un edificio soffrono di sintomi acuti legati alla salute come mal di testa, affaticamento o irritazioni agli occhi e alla gola, che migliorano rapidamente dopo aver lasciato l'edificio. Questo fenomeno è particolarmente critico nelle abitazioni poiché trascorriamo circa cinque volte più tempo al chiuso che all'aperto. All'interno degli spazi confinati possiamo essere esposti a concentrazioni di sostanze inquinanti fino a 50 volte superiori rispetto all'aria esterna, compromettendo le nostre difese immunitarie, specialmente durante il riposo e il sonno.
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Quali sono le principali fonti di inquinamento indoor da evitare in casa?L'inquinamento domestico deriva da tre categorie principali: chimica, fisica e biologica. Quelle chimiche includono i composti organici volatili (VOC) emessi da vernici, colle, mobili nuovi e materiali da costruzione. Le fonti fisiche comprendono le onde elettromagnetiche generate dagli elettrodomestici e il gas radon, un gas radioattivo naturale che può filtrare dalle fondamenta e dalle murature. Infine, le fonti biologiche sono microorganismi come muffe e batteri, spesso diffusi dagli impianti di climatizzazione che utilizzano la convezione, creando un ambiente non salubre per chi vi respira dentro.
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Quali materiali sono consigliati per la struttura e i rivestimenti di una casa in bioedilizia?I materiali ideali devono essere traspiranti e biocompatibili, simili alla pelle umana. Per le strutture si preferiscono il laterizio con isolanti naturali, la pietra pomice (che offre efficienza termica e sicurezza dal radon, a differenza del tufo) o il legno per strutture leggere e antisismiche. Per i rivestimenti, è fondamentale utilizzare intonaci naturali a base di argilla e pitture all'acqua prive di pigmenti sintetici o cariche chimiche. Questa scelta garantisce che le proprietà bio-naturali della struttura non vengano neutralizzate, mantenendo un corretto scambio termoigrometrico con l'esterno.
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Come funziona il sistema idrico sostenibile in una casa bioedilizia?Un impianto idrico bio-compatibile integra il recupero delle risorse idriche attraverso cisterne interrate che raccolgono sia le acque piovane dalle grondaie sia le acque grigie domestiche (lavabi, docce). Queste acque, dopo un processo di depurazione nella cisterna, possono essere riutilizzate per usi non potabili come lo scarico dei WC o per l'irrigazione del giardino. Inoltre, l'efficienza è ottimizzata dall'installazione di rompi-flusso sui rubinetti, dispositivi che mescolano aria e acqua riducendo drasticamente i consumi senza alterare la percezione della pressione dell'acqua.
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Perché gli impianti radianti sono preferiti ai condizionatori tradizionali nella bioedilizia?Gli impianti di climatizzazione tradizionali basati sulla convezione (come i radiatori o i condizionatori split) tendono a movimentare l'aria, rischiando di diffondere polveri, allergeni e agenti patogeni nell'ambiente interno. Al contrario, i sistemi radianti (a pavimento, parete o battiscopa) trasferiscono calore o frescura principalmente per irraggiamento, senza creare correnti d'aria significative. Questo metodo non solo evita la circolazione di inquinanti biologici e chimici, ma garantisce anche un comfort termico più uniforme e salutare, rispettando i principi di biocompatibilità richiesti da una casa sana.









