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Ponti termici

Aggiornato il 07 dicembre 20154 capitoli5 domande frequenti

Che cosa sono i ponti termici e le loro caratteristiche

I ponti termici sono problemi sempre più sentiti per quanto riguarda l'efficienza energetica delle abitazioni: infatti si verificano quando sono presenti dispersioni di calore. In termini tecnici si parla di una zona limitata della struttura edilizia con un flusso termico di densità maggiore rispetto a quello degli elementi contigui. Possono essere causati da una disomogeneità geometrica oppure da una disomogeneità materica. In quest'ultimo caso la discontinuità di resistenza termica si verifica in presenza di materiali della struttura edilizia con conduttività termica diversa che si compenetrano in modo parziale o totale. Si parla di pilastri, elementi di collegamento, travi, attacchi per tende, mensole e tettoie. La disomogeneità geometrica invece si crea quando la superficie disperdente sul lato esterno e quella sul lato interno hanno un'ampiezza diversa: un esempio classico sono gli spigoli interni ed esterni tra parete e pavimento, parete e serramento, parete e soffitto. Una terza causa sono gli spessori diversi degli elementi della struttura a causa di nicchie, canne fumarie o vani tecnici.

Gli effetti dei ponti termici sull'efficienza energetica

I ponti termici sono essenzialmente di due tipi, lineari (davanzali passanti, travi, pilastri verticali, distanziatori nelle vetrate) e puntali (travi a sbalzo, pilastri con attacco a soffitto e a pavimento). In ogni caso i ponti termici hanno un forte impatto sia sugli aspetti igienico-sanitari, causando condensazione superficiale e quindi la formazione di muffe, che sul comfort termico interno perché si percepisce sulle superfici una temperatura differente rispetto all’aria. Inoltre possono causare condensazione interstiziale che vanno a pregiudicare la durata e le prestazioni dei materiali che compongono la struttura edilizia. Ancora più importante è l'impatto che i ponti termici hanno sui consumi energetici: le dispersioni di calore infatti sono le cause principali della perdita di isolamento termico dell'edificio con conseguenti rincari in bolletta. Tra l'altro, i ponti termici possono rappresentare anche il 20-30% delle perdite di calore totali dell'abitazione. Si va dal 5% per le pareti in pietra o mattoni pieni al 30% per i pannelli in calcestruzzo.

Come eliminare i ponti termici in casa

Per eliminare i ponti termici è necessario ripristinare o creare ex novo uno strato isolante continuo nel rivestimento edilizio. A seconda che si voglia correggere una situazioni già esistente o meno si parla di soluzioni correttive o preventive. Tra le più comuni vi sono la messa a punto di un isolamento a cappotto continuo, l'applicazione di intonaco antimuffa, la realizzazione di balconi con isolamento su un lato oppure la demolizione di balconi autoreggenti e la loro ricostruzione collegandoli con tasselli all'edificio. Per quanto riguarda i serramenti, invece, si può adottare un vetrocamera incassato all'interno del telaio oppure un distanziatore isolante o una canalina. L'adozione di un isolamento a cappotto è particolarmente indicata per eliminare i ponti termici in un edificio già esistente, magari coordinando la soluzione con altri interventi localizzati.

Come eliminare i ponti termici nelle nuove costruzioni

Per quanto riguarda le nuove costruzioni invece il problema si presenta quando, una volta terminata la struttura in cemento armato, si deve mettere a punto l'involucro edilizio. Possibili soluzioni sono applicare agli infissi il taglio termico (cioè interrompere il flusso di calore che passa attraverso il serramento di metallo) o completare l'involucro edilizio con termoblocchi. Questi ultimi devono essere garantiti secondo la certificazione prevista dal D.Lgs. 192/05. I termoblocchi nei pilastri in cemento armato consentono di creare tra i due elementi un incavo da riempire con materiale isolante. Si tratta della stessa procedura per l'isolamento a cappotto e, in alcuni casi, si può applicare anche a tutte le pareti e all'esterno dell'edificio. In genere l'incavo è di 5 centimetri, ma può anche essere portato a dieci attraverso la sagomatura dei termoblocchi. A seconda delle diverse esigenze e del clima più o meno rigido della regione in cui sorge l'edificio, il polistirene espanso con cui si realizza l'isolamento termico ha una densità media oppure alta.

Domande frequenti

  • Cosa sono esattamente i ponti termici e quali sono le cause principali?
    I ponti termici sono zone specifiche della struttura edilizia dove il flusso di calore è più denso rispetto alle aree circostanti, causando dispersione termica. Le cause principali si dividono in tre categorie: disomogeneità geometrica (come angoli tra parete e pavimento o finestre), disomogeneità materica (presenza di materiali con diversa conducibilità termica, ad esempio pilastri in cemento a contatto con muri in laterizio) e differenze di spessore negli elementi strutturali dovute a nicchie o canne fumarie. Queste discontinuitità compromettono l'efficienza energetica dell'immobile.
  • Quali sono i rischi concreti per la salute e la casa derivanti dai ponti termici?
    I ponti termici comportano gravi conseguenze igienico-sanitarie e strutturali. Principalmente causano condensazione superficiale sulle pareti fredde, favorendo la proliferazione di muffe e funghi dannosi per la salute respiratoria. Inoltre, provocano una sensazione di disagio termico, poiché le superfici interne risultano più fredde dell'aria ambiente. Un rischio nascosto ma grave è la condensazione interstiziale, ovvero l'umidità che penetra all'interno dei muri, degradando i materiali da costruzione e riducendo nel tempo la durata e le prestazioni isolate dell'edificio.
  • Quanto incidono i ponti termici sui costi in bolletta?
    L'impatto economico è significativo: i ponti termici possono rappresentare fino al 20-30% delle perdite di calore totali di un'abitazione. Questa percentuale varia in base ai materiali utilizzati; ad esempio, nelle case in pietra o mattoni pieni la dispersione è inferiore (circa il 5%), mentre nei pannelli in calcestruzzo può raggiungere il 30%. Poiché il calore si disperde rapidamente da queste zone, l'impianto di riscaldamento deve lavorare di più per mantenere la temperatura desiderata, generando inevitabilmente rincari nei consumi energetici e nelle bollette.
  • Come si eliminano i ponti termici in un edificio già esistente?
    La soluzione più efficace per le ristrutturazioni è l'applicazione di un isolamento a cappotto continuo, che avvolge l'edificio creando uno strato isolante uniforme senza interruzioni. Altri interventi mirati includono l'uso di intonaci antimuffa, la sostituzione di balconi autorreggenti con modelli ancorati tramite tasselli isolanti per rompere il ponte termico strutturale, e l'installazione di serramenti con vetrocamera incassato o distanziatori isolanti. È fondamentale garantire la continuità dell'isolamento su tutta la superficie esterna per evitare nuove dispersioni.
  • Quali accorgimenti adottare nella progettazione di una nuova costruzione?
    Nelle nuove edificazioni, la prevenzione inizia dalla fase progettuale utilizzando il 'taglio termico' negli infissi metallici per interrompere il passaggio di calore. Un metodo molto diffuso è l'impiego di termoblocchi certificati per i pilastri in cemento armato: questi creano un incavo (solitamente di 5-10 cm) da riempire con materiale isolante come il polistirene espanso. La scelta della densità del materiale isolante dipende dal clima locale e dalle esigenze energetiche. Completare l'involucro edilizio con questa tecnica assicura efficienza fin dall'inizio, evitando interventi correttivi costosi successivi.

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