Piastrelle in gres per il bagno

Le piastrelle

Piastrelle

Le piastrelle sono molto amate e usate per creare rivestimenti murari e pavimenti esterni e interni. In base all'uso hanno caratteristiche diverse.

di Redazione

05 aprile 2017

Che cosa sono le piastrelle per casa

Le piastrelle sono moduli usati in edilizia e nell'interior design per rivestire i pavimenti e creare finiture murarie molto decorative. Vengono chiamate anche mattonelle e in genere vengono posate da un piastrellista, però è possibile seguire le tecniche del fai da te. Si tratta di prodotti edili semilavorati, che si caratterizzano per avere uno spessore ridotto. Si va da un minimo di 3 mm a un massimo di 20 mm. Le piastrelle possono essere in tanti materiali diversi, ad esempio il cemento, la graniglia, il laterizio e alcune pietre naturali come il marmo. Tuttavia le soluzioni più diffuse sono in materiali ceramici. I moduli possono avere molteplici formati e forme geometriche: molto comuni sono le soluzioni quadrate, presenti nelle misure 15x15 cm, 20x20 cm oppure 30x30 cm. Inoltre sono molto apprezzate le piastrelle rettangolari, esagonali e in fogli per mosaici. Infine non bisogna dimenticare che gli elementi si differenziano tra loro per colori, texture e caratteristiche tecniche.

Come scegliere le piastrelle per i pavimenti di casa

La classificazione delle piastrelle avviene in base alla porosità della superficie, ai livelli di scivolosità e alla loro resistenza all'abrasione. Quest'ultima caratteristica tecnica viene calcolata in PEI e misura la resistenza al calpestio e allo sfregamento dello strato di smalto superficiale. La scala dei valori va da 0 a 5. Invece la capacità di attrito indica la resistenza di un corpo allo scivolamento. Per garantire la sicurezza delle persone che camminano sulla pavimentazione le piastrelle vengono sottoposte a vari trattamenti che rendono la superficie non completamente liscia. Per questo si dice che gli elementi sono levigati, granulati oppure bocciardati. Infine la cottura in forno ad alte temperature garantisce la resistenza delle piastrelle agli agenti atmosferici, ai solventi chimici e agli urti. L'impasto di argilla, in base alla tipologia, viene cotto per 30-60 minuti a una temperatura compresa tra i 1060 e i 1220°C.

Quali sono i tipi di piastrelle in ceramica

In commercio si trovano tanti tipi diversi di piastrelle in ceramica, con differenti gradi di resistenza fisica e meccanica. Ad esempio i moduli in cotto hanno un colore variabile che va dal rosso intenso al bianco e una pasta molto porosa. Invece la ceramica propriamente detta può essere in monocottura oppure in bicottura: nel primo caso il supporto viene cotto in forno insieme allo smalto a 1170-1200°C. Si tratta di una soluzione a basso costo, mentre la tecnica della bicottura risulta più pregiata. I moduli vengono sottoposti a due cicli di cottura: prima si cuoce il supporto e successivamente si applica lo smalto per la seconda cottura. Molto resistenti sono le piastrelle in gres porcellanato: la tipologia smaltata è un'evoluzione della monocottura, mentre quella in massa viene ottenuta con la pressatura. In ogni caso possono essere in tanti colori e texture a seconda della composizione dell'impasto.

Quali sono le tecniche di posa delle piastrelle

Esistono diverse tecniche di messa in posa delle piastrelle: la soluzione fresco su fresco è quella tradizionale, tuttavia ormai è stata in parte sostituita da altri metodi. Innanzitutto si stende un letto di magrone, cioè un impasto di sabbia, acqua e cemento abbastanza umido. Quindi si comprime e si livella la superficie per poi applicare una spolverata di cemento. A questo punto si bagnano e si posano le piastrelle, livellandole e versandovi sopra un po' d'acqua. Si tratta di un accorgimento che facilita l'assestamento e la presa della pavimentazione in quanto l'acqua viene assorbita dall'impasto secco e lo rende più legante. Infine si effettua il livellamento finale e si riempiono le fughe tra le mattonelle. In genere si impiega per questa procedura la boiacca, un impasto di calce oppure cemento allo stato semi-liquido. Invece al giorno d'oggi è più diffusa la posa della piastrella al massetto utilizzando prodotti leganti specifici.

Come posare le piastrelle sul massetto asciutto

La tecnica di posa delle piastrelle più recente prevede di applicare gli elementi modulari sul massetto, fondo solido, stagionato e asciutto. Al tempo stesso si utilizzano distanziatori appositi per avere fughe uniformi e proporzionate al tipo e al formato della piastrella. Si tratta di strumenti a T oppure a croce realizzati in materiale plastico rigido. Il loro spessore è variabile, così da poter soddisfare tutte le esigenze: quelli più alti vengono rimossi prima di riempire le fughe. Invece quelli più schiacciati vengono incorporati all'interno della pavimentazione e nascosti alla vista applicando uno strato di stucco. Impiegando questa tecnica si evita che in qualche punto il rivestimento non faccia presa. Si tratta di una procedura più sicura perché si usano speciali adesivi più elastici e tenaci rispetto al cemento. Questa tecnica è particolarmente consigliata per le piastrelle in gres porcellanato e le fughe sono riempite con miscele in polvere. Questi prodotti possono avere colori e granulometrie differenti e la loro impermeabilità ed elasticità può essere migliorata aggiungendo additivi alla composizione.

Come si esegue il taglio

Quando si posano le piastrelle in ceramica può essere necessario tagliarle per poterle adattare alle proprie esigenze. Infatti può capitare che si abbia bisogno di un modulo più piccolo per terminare la fila. Questo avviene anche quando si segue il perimetro dei muri. Il taglio può essere effettuato con due metodi: quando si ha a che fare con piastrelle molto dure si utilizza una macchina specifica dotata di disco diamantato oppure una smerigliatrice portatile. Questo apparecchio, tuttavia, produce molta polvere perché lavora a secco ed è fondamentale per eseguire tagli curvi. La macchina fissa, invece, si caratterizza per lavorare a umido. Per le piastrelle poco spesse e a bassa durezza è sufficiente usare un apposito strumento per fare un'incisione lungo la linea di rottura tracciata. Quindi si esercita una certa pressione per spezzare in due il modulo.

Domande frequenti

  • Come classificare le piastrelle per pavimento in base alla resistenza?
    La scelta delle piastrelle dipende principalmente dalla classe di abrasione PEI e dalla resistenza allo scivolamento. La scala PEI, che va da 0 a 5, indica la resistenza dello smalto al calpestio e allo sfregamento: per ambienti domestici privati si consiglia generalmente almeno la classe PEI 3, mentre per zone ad alto traffico commerciale servono classi superiori (PEI 4 o 5). Inoltre, per la sicurezza, è fondamentale verificare il coefficiente di attrito, specialmente per bagni e cucine. Le superfici possono essere levigate, granulate o bocciardate per aumentare l'aderenza e prevenire cadute.
  • Qual è la differenza tra monocottura e bicottura?
    La distinzione principale risiede nel processo di produzione e nella qualità finale. Nella monocottura, il supporto ceramico e lo smalto vengono cotti insieme in un unico ciclo ad alte temperature (circa 1170-1200°C); è una soluzione economica ma meno resistente. La bicottura, invece, prevede due fasi separate: prima si cuoce il supporto grezzo, poi si applica lo smalto e si effettua una seconda cottura. Questa tecnica è considerata più pregiata, garantendo una maggiore durata, una migliore definizione grafica e una resistenza superiore agli agenti chimici e agli urti quotidiani.
  • È meglio posare le piastrelle con il metodo fresco su fresco o al massetto?
    Il metodo moderno e consigliato è la posa al massetto asciutto o semisecco utilizzando adesivi specifici, poiché offre maggiore stabilità e riduce il rischio di distacchi. La tecnica tradizionale 'fresco su fresco', che prevede la stesura diretta di un letto di magrone (sabbia, cemento e acqua) e la successiva applicazione delle piastrelle, è oggi meno utilizzata. L'adesivo moderno, più elastico e tenace, garantisce una presa uniforme e previene crepe dovute a movimenti strutturali. Questa tecnica è ideale soprattutto per il gres porcellanato, richiedendo l'uso di distanziatori e fughe trattate con additivi impermeabilizzanti.
  • Quale attrezzatura serve per tagliare le piastrelle?
    Per tagliare le piastrelle si utilizzano strumenti diversi in base al materiale e al tipo di taglio. Per il gres porcellanato duro o per tagli rettilinei precisi, è indispensabile una taglierina idraulica con disco diamantato che lavora a umido per ridurre la polvere. Se sono necessari tagli curvi o ritocchi in punti difficili, si usa una smerigliatrice angolare portatile, che lavora a secco ma genera molta polver fine. Per piastrelle ceramiche morbide e sottili, basta un tagliapiastrelle manuale per incisione, seguito dalla rottura controllata lungo la linea segnata, senza necessità di macchinari elettrici complessi.
  • A cosa servono i distanziatori e come si gestiscono le fughe?
    I distanziatori, solitamente a forma di T o croce in plastica, servono a mantenere spazi costanti tra le piastrelle durante la posa, garantendo un'allineamento perfetto e fughe di larghezza uniforme. Esistono spessori variabili: quelli più sottili restano inclusi nella fuga, mentre quelli più grandi vanno rimossi prima di stendere il materiale di giunto. Dopo la posa, le fughe vengono riempite con stucchi o malcole elastiche, spesso arricchiti da additivi per migliorare impermeabilità e resistenza. Una corretta gestione delle fughe protegge la struttura dall'infiltrazione di acqua e sporco, prolungando la vita del rivestimento.